dai alla tua azienda un posto online

Sei proprietario di un’azienda? Crea una Scheda per la tua Azienda in modo semplice e gratuito. Scopri di più iscriviti

Cosenza

Inserito nella categoria: Storia

Cosenza ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca; a ogni passo, dall'inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello, c'è da stupirsi e da ammirare.

Cosenza nota anche come "città dei Bruzi", è un comune italiano di 69.955 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Calabria.
Città tra le più antiche della regione, capofila di una conurbazione di circa 270.000 abitanti nella rappresentazione estesa nel cui perimetro (Rende) è ubicata l'Unical, il più grande campus universitario italiano e una delle migliori università d'Italia tra i grandi atenei secondo la classifica stilata dal Censis. Il capoluogo bruzio è sede della RAI regionale (TGR), di un museo all'aperto (unico nel suo genere in Italia), dell'Ufficio ANAS per l'Autostrada A3 e rappresenta uno dei principali poli regionali da un punto di vista economico, urbanistico, culturale, sociale, organizzativo e di servizio.
Il territorio comunale è proiettato da anni verso la fusione con i comuni dell'area urbana cosentina nell'interpretazione ristretta (Castrolibero e Rende) che darà vita ad una città unica, il nodo centrale di un sistema urbano complesso, policentrico e dinamico.
Cosenza è identificata anche come Atene della Calabria per via del suo passato culturale; l'Accademia Cosentina, ad esempio, è la seconda del Regno di Napoli e una delle primissime accademie fondate in Europa. Ancora oggi resta una città in cui arte e cultura affondano bene le proprie radici, non a caso nel mese di ottobre del 2008 è stata riconosciuta come Città d'arte dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città, con importanti ricadute sull'aspetto commerciale (fiore all'occhiello dell'economia cittadina) e turistico del territorio. Il Duomo di Cosenza dal 12 ottobre del 2011 è ufficialmente inserito nell'elenco dei beni patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, in quanto "patrimonio testimone di una cultura e di pace"; si tratta del primo riconoscimento assegnato dall'organizzazione in Calabria.
Storicamente svolse il ruolo di capitale dei Bruzi ed in seguito capoluogo della Calabria Citeriore (o Calabria latina).

Territorio

Cosenza, il capoluogo di provincia più a nord della Calabria, sorge sui sette colli nella Valle del fiume Crati, alla confluenza di quest'ultimo con il Busento, confluenza che determina la distinzione geografica fra il centro storico, posto in alto fino al colle Pancrazio, e la città moderna sviluppatasi lungo la sua riva sinistra del Crati. Il nucleo storico, meglio conosciuto come Cosenza vecchia, rispecchia gli standard dei tipici centri antichi meridionali, caratterizzato da vicoli erti, stretti e tortuosi lungo i quali si erge un'edificazione fatta da fabbricati minuti e palazzi signorili, arroccati sui colli Pancrazio, Guarassano e Torrevetere, a sinistra del Crati, mentre sono rare le abitazioni su i restanti colli Gramazio, Triglio, Mussano e Veneri.
Tutto il centro urbano è cinto ad ovest dalla Catena Costiera meridionale (lungo la quale svetta Monte Cocuzzo di formazione dolomitica calcarea e che molti ritengono invece erroneamente un vulcano spento) che separa la città dal mar Tirreno, e ad est dalla Sila, l'altipiano boscoso in cui vive ancora il lupo, animale totemico della città stessa e simbolo della locale squadra di calcio, verso la quale protende il centro antico.
La città si estende su una superficie di 37,2 km², ad un'altezza dal livello del mare pari a 238 m.

Clima

Cosenza si trova in un fondovalle (la Valle del Crati) interamente circondato da alte montagne, perciò è soggetta ad un microclima particolare. La Valle del Crati si trova, ad un'altitudine media di 200m, rinchiusa tra i monti della Catena Costiera, della Sila e del Pollino presentando una sola e parziale apertura sul mare a nord-est (Piana di Sibari). Di conseguenza l'influenza del mare sul proprio microclima risulta quasi assente: infatti, le escursioni termiche, sia giornaliere che annuali, sono molto elevate. Le temperature minime, che grazie all'irraggiamento notturno ed all'inversione termica, raggiungono valori bassi (se rapportati ad altitudine e latitudine), sono affiancate da massime che, specie in condizioni di calma di vento e nella stagione estiva, risultano molto elevate. Come accennato sopra l'inversione termica è quasi una costante della vallata, grazie alla scarsa presenza di venti, di cui risulta riparata proprio dall'orografia del territorio. In modo particolare i venti sono praticamente assenti quando, altrove, spirano dai quadranti orientali (E SE) a causa della presenza del massiccio Silano. L'inverno a Cosenza si presenta abbastanza fresco ed in media nevica 2 o 3 volte l'anno con accumuli considerevoli. Spesso, infatti, quando al suolo si hanno venti di Scirocco nella colonna d'aria soprastante alla valle si ha omotermia. Proprio questo favorisce precipitazioni nevose anche in pianura quando l'aria mite sopraggiunge su un cuscinetto freddo, generato da una precedente ondata fredda (solitamente serve una giornata di cielo sereno con -5 °C ad 850hPa). In altri casi le precipitazioni nevose si hanno con aria fredda che arriva dal Rodano o dai Balcani (almeno -2/-4 °C ad 850hPa) supportata da minimi di bassa pressione nelle vicinanze o, comunque, posti in modo tale da attivare correnti occidentali. Proprio con correnti occidentali si ricevono i maggiori quantitativi pluviometrici, grazie allo stau prodotto dalla Catena Costiera e dalla Valle del Savuto.
La zona si ritrova in ombra pluviometrica con correnti settentrionali. In condizioni anticicloniche oltre all'escursione termica accentuata, sono frequenti foschie o banchi di nebbia, specie nelle zone più basse, e brinate nel periodo invernale; in estate, invece, tendono a generarsi temporali e nubi cumuliformi nelle ore centrali e frequentemente si hanno temperature molto alte accompagnate da valori di umidità molto bassi .

Età antica

Le origini della città di Cosenza risalgono al IV secolo a.C., momento in cui tutta l'area della Valle del Crati era ritenuta strategica per il popolo Bruzio, che qui innalzarono la loro capitale dandole il nome di Cosentia. Cosentia si sviluppò rapidamente tanto da esser definita "metropoli" e capitale di un vasto territorio, e controllore di quasi tutte le città della Magna Grecia calabra, che una dopo l'altra caddero sotto i continui attacchi dei Bruzi.
La forza della città nell'area locale, diede coraggio ai Bruzi anche nell'affrontare l'impero di Roma, che però riuscì a sottomettere la città e tutto il suo popolo, facendo di Cosenza una delle sue stazioni, precisamente quella della Via Capua-Rhegium, attuale via Popilia (o via Annia). Sotto l'impero di Augusto, Cosenza trova nuova prosperità passando da città bellica a città commerciale, fino all'arrivo di Alarico re dei Visigoti, che dopo il sacco di Roma, muore a Cosenza venendo sepolto sotto il fiume Busento.

Età medievale

Dopo un nuovo periodo florido, nell'VIII e IX secolo, la città fu sotto il dominio dei longobardi, prima ed in seguito dei bizantini. Violentemente contesa da saraceni e longobardi, la città fu quasi distrutta e riedificata nel 988. Durante il periodo normanno la città ebbe il coraggio di ribellarsi in più occasioni senza mai ottenere grandi successi, divenendo successivamente, ducato degli Svevi, è fra le città preferite dell'imperatore Federico II di Svevia, che aiutò economicamente e culturalmente la città. Durante il periodo Angioino la città fu teatro di un diffuso brigantaggio, e di un profondo periodo di miseria. Dopo circa un secolo re Luigi III d'Angiò insieme alla moglie, decise di risiedere nel castello dando alla città il titolo di centro del ducato di Calabria.

Età moderna

Nel periodo Aragonese la città divenne capitale della Calabria Citra Naethum, poi capoluogo della Calabria Citeriore che comprendeva grosso modo l'attuale provincia cosentina. In questo periodo nasce l'Accademia Cosentina che trova il culmine con la guida di Bernardino Telesio, Con la conquista da parte degli spagnoli diviene uno dei centri più vivi della cultura meridionale. Il XVI secolo vide un impressionante fioritura umanistica e segnò per Cosenza una rinascita intellettuale, tanto che venne definita Atene della Calabria. Seguirono le dominazioni austriache fino alla guerra fra i Borboni e l'impero francese.
Nel periodo risorgimentale in città si manifestarono movimenti liberali e patriottici tra cui quello del 15 marzo 1844, rivolta ispiratrice per i Fratelli Bandiera che a capo di un gruppo di repubblicani veneziani cercano di aiutare i “fratelli calabresi”. Catturati in Sila dopo una aspra lotta armata contro le guardie civiche borboniche, vennero successivamente fucilati presso il Vallone di Rovito. In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d'indipendenza fino all'impresa dei Mille.

Età contemporanea

Nei primi del Novecento inizia lo sviluppo della città, grazie all'opera di liberali come Tommaso Arnoni, che successivamente collaborò con il regime fascista. Le attività di sistemazione dei quartieri esistenti e di creazione di nuovi quartieri furono consistenti. Anche per questo la città si dimostrò favorevole ai motti fascisti e alla politica del duce. Durante la guerra Cosenza fu bombardata in modo consistente nel 1943 e la fine della guerra la vide ridotta in condizioni socio-economico disastrose.Con il boom economico Cosenza iniziò una veloce ripresa finanziaria, grazie ad una consistente espansione edilizia. L'azione amministrativa venne caratterizzata dalla politica della Democrazia Cristiana e da un governo di centro sinistra. La popolazione aumentò vertiginosamente superando i 100.000 abitanti nel 1971. La città viveva dapprima un profondo processo di suburbanizzazione con il centro storico che pian piano si spoliava a vantaggio di nuove aree residenziale concentrate lungo gli assi viari principali della città quali Corso Mazzini e le parallele di esso, ed in seguito cominciò a subire un enorme processo di disurbanizzazione simile a molte città d'Italia ed in particolare del meridione, con il centro storico in via di totale o quasi abbandono, così come buona parte della città nuova a tutto vantaggio dei nuovi quartieri residenziali dei comuni limitrofi in particolare di Rende e Castrolibero che hanno in seguito registrato un aumento vertiginoso della popolazione.Nell'ultimo decennio si è verificata una decisa rinascita della città, trainata da nuove espansioni edilizie, da una visione più contemporanea e moderna della città, con progetti e costruzioni che hanno ed ancora oggi stanno modificando il profilo urbano e sociale della città come la realizzazione di centri commerciali e di nuove infrastrutture tra le quali la più importante è stato certamente "Viale Parco", che ha generato un enorme cambiamento lungo l'asse stesso coinvolgendo anche la storica arteria di via Popilia e zone limitrofe. Questo profondo cambiamento ha anche generato fenomeni di emarginazione sociale e di consumo smisurato di suolo con grave rischio idrogeologico per alcune aree della città.

Centro storico

l centro storico di Cosenza incarna nelle sue forme architettoniche l'apice dell'espansione e della cultura dei Bruzi. Si tratta di uno dei centri storici più belli e interessanti d'Italia non solo per l'ampiezza, ma soprattutto per il pregio dei valori che presenta. Elementi caratteristici della parte antica della città sono la notevole concentrazione di edifici monumentali, i numerosi palazzi padronali e di pregio, il disegno urbano, caratterizzato da un dedalo di strette strade che si snodano attorno agli antichi edifici, chiese, conventi, case fortezze, slarghi e piazze. Lo spazio urbano presenta la giusta sintesi tra tradizione costruttivo-materiale locale e ambiente naturale, perfettamente inserito tra i fiumi Crati e Busento e lo splendido scenario delle colline periurbane che fanno di Cosenza un esempio notevolissimo nel panorama della cultura urbana europea. Dalla fontana dei 13 canali si può assaggiare l'acqua proveniente dall'acquedotto dello Zumpo in Sila, leggera e dissetante; lungo il corso Telesio si trovano la Casa delle Culture e il Duomo del 1100, inserito il 12 Ottobre 2011 nella lista dei beni patrimoni dell'umanità dell'UNESCO quale "testimone di una cultura e di pace", mentre su uno dei sette colli (il Pancrazio) si staglia la figura del Castello Svevo, imponente fortezza anch'essa millenaria che fu roccaforte di Federico II di Svevia, lo "Stupor Mundi", imperatore-magnate profondamente innamorato della città. Di rilievo anche la biblioteca nazionale e i conventi di San Gaetano e San Domenico con le relative chiese. Interessante è anche Palazzo Arnone sul colle Triglio, ex sede del Tribunale, e del carcere, ora restituito all'antico splendore e trasformato in sede della Galleria Nazionale, presso la quale è possibile ammirare l'originale icona della Madonna del Pilerio protettrice di Cosenza e la Stauroteca, preziosissima croce-reliquiario donata da Federico II alla città in occasione della riconsacrazione della Cattedrale (1222), oltre che opere di vari pittori meridionali tra cui Pietro Negroni, Mattia Preti e Luca Giordano. Nel quartiere detto della Massa è ubicato anche il Museo dei Brettii e degli Enotri un tempo Convento di Sant'Agostino.

Architetture religiose

Ricco di testimonianze religiose è il centro antico sede delle chiese più pregevoli, in primis del Duomo opera del XII secolo, realizzato dall'allora arcivescovo Luca Campano. l'edificio religioso più antico è San Giovanni Battista,X sec. del XIII sec è la Chiesa, convento e chiostro di S. Francesco d'Assisi Le principali costruzioni religiose sono del XV secolo, fra queste troviamo la la Chiesa, convento e chiostro di S. Francesco di Paola e la Chiesa e Complesso Monumentale di Sant'Agostino. Del secolo successivo sono invece il Chiesa e Convento del Santissimo Crocifisso (o della Riforma) Chiesa della Madonna del Carmine, Chiesa di San Domenico la più pregevole chiesa dopo il Duomo, la Chiesa e convento delle Cappuccinelle, il Convento di Santa Maria delle Vergini e la Chiesa del Santissimo Salvatore Del XVII secolo è il Convento dei Carmelitani Scalzi mentre altre chiese di rilievo sono la Chiesa di San Nicola che racchiude preziose opere d'arte, , il Palazzo Arcivescovile e il Convento delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo in cui operò la Beata suor Elena Aiello, nota come 'a monaca santa.

 Evoluzione demografica

Il comune di Cosenza ha raggiunto una soglia massima di circa 110.000 abitanti nel censimento del 1981, nel corso degli ultimi tre decenni ha subito il fenomeno della deurbanizzazione a vantaggio dei comuni contigui come Rende (33,07% in più rispetto al 1981), Castrolibero (+40%), Mendicino (+74,62%), Montalto Uffugo (+51%), Marano Principato (+129,72%) ect, perdendo nel giro di 30 anni circa 40.000 abitanti con un decremento del 34,26%. Tale processo causato dall'espansione della città principalmente verso nord e da una ricerca di una qualità della vita migliore lontano dal caos cittadino, insieme allo sviluppo urbanistico del circondario ha favorito la creazione di un'area urbana integrata di circa 260.000 abitanti, una forma policentrica di agglomerazione in cui sono riscontrabili elementi di continuità fisica, urbanistica, culturale e sociale. Risulta evidente la sproporzione tra il peso demografico del comune capoluogo e la reale dimensione dell'area urbana. Quasi un cosentino su due, insomma, non ha la residenza nel comune di Cosenza. Il territorio è proiettato ormai da anni verso la creazione di un comune unico.

Istituzioni, enti e associazioni

Cosenza pur non essendo capoluogo di regione è sede della RAI regionale (TGR) e dell'Ufficio ANAS per l'Autostrada A3, "Salerno ↔ Reggio Calabria". È inoltre sede metropolitana dell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e del 1º Reggimento Bersaglieri.

Lingua e dialetti

Il dialetto cosentino (u dialettu cusintinu), come per tutta la Calabria del nord (corrisponde approssimativamente alla storica divisione amministrativa "Calabria Citeriore"), è di tipo napoletano. Il "cosentino" è fortemente influenzato sia dal greco che dal latino, ma grazie anche alle tante dominazioni storiche, dallo spagnolo e dal francese. Si differenzia molto dal resto dei dialetti calabresi per sintassi, per forme verbali (non è infatti presente la forma verbale del passato remoto derivante dal perfetto latino) e per pronuncia. Il vero dialetto cosentino, ha ormai quasi completamente lasciato il posto ad una sua "italianizzazione" e viene parlato soprattutto nei quartieri storici e dalle persone più anziane e da qualche cultore del vernacolare. Il dialetto cosentino consta di una dialettica con parole spesso mozzate ed in alcuni casi appena accennate. Fortemente caratterizzato dalla pronuncia lunga e dilatata delle vocali e dalle variazioni dell'intonazione (uniche nella regione), questo dialetto si differenzia moltissimo dal resto della sua provincia; è infatti noto che già il dialetto dei paesi limitrofi alla città, pur non avendo quasi differenze nei termini, cambia moltissimo proprio nella pronuncia.

Cultura

Le radici di Cosenza si perdono nel IV secolo a.C. quando i Bruzi si insediarono sul colle Pancrazio. Nota come l'Atene della Calabria, fu patria del grande umanista Aulo Giano Parrasio, iniziatore dell'Accademia Cosentina. Inoltre ha dato i natali nel 1508 al filosofo Bernardino Telesio, primo pensatore non-aristotelico e perciò detto "Primo degli Uomini Nuovi", il titolo che gli diede Bacone.Il dialetto cosentino ha la personalità per ambire a descrivere la letteratura cosiddetta alta. Tra i poeti dialettali spicca Michele De Marco, in arte Ciardullo e del figlio Ciccio De Marco. Lo spirito goliardico dei poeti in lingua è stato ripreso negli ultimi anni da alcuni siti internet cosentini.I principali poli dell'attività teatrale cosentina sono il Teatro di tradizione A. Rendano, dedicato ad Alfonso Rendano, il Teatro Stabile d'Innovazione della Calabria Centro Rat - Teatro dell'Acquario, nonché lo storico Cinemateatro "Italia" intitolato nel mese di ottobre 2008 al celebre attore cosentino Aroldo Tieri e il Teatro Morelli inaugurato nel mese di novembre 2008 grazie alla ristrutturazione a seguito della crisi degli anni novanta che ne aveva determinato la chiusura dopo oltre sessanta anni e oggi parte integrante della programmazione teatrale cittadina insieme al Rendano e all'Aroldo Tieri. Negli anni novanta è stata creata una grande struttura, denominata Città dei Ragazzi, che prevede numerose attività rivolte ai più piccoli suddivise in quattro diversi edifici, gli "scrigni" (ludoteca, laboratori, municipio, comunicazione e spettacolo, più uno Spazio Verde). Il centro, insieme alla Biblioteca dei Ragazzi e ad alcune ludoteche, è il risultato delle politiche giovanili intraprese dalle ultime amministrazioni. La Città ha dato i natali a due celebri artisti della Danza di fama mondiale: Stefano Valentini su cui si sviluppò il metodo Martha Graham e Fabio Gallo, il Coreografo cui si deve la riscoperta della danze Mediterranee, Premio Internazionale per le Arti dello Spettacolo (Teatro Sistina – Roma – 1992). Quest'ultimo ha istituito la Carta della Pace per la Tutela della Memoria e dei Diritti dell'Uomo (Roma 2007). A Cosenza operano inoltre gruppi attivi nel campo dell'informatica come il CSLUG, l'HackLab Cosenza, un'associazione culturale di Retro Computing (Verde Binario) ed è presente una radio libera e popolare chiamata Radio Ciroma che ormai da molti anni è un punto di ritrovo cultural-musicale per le tendenze alternative e giovanili.

Università

Oggi uno dei principali centri culturali di Cosenza e della sua area urbana è rappresentato dall'Università della Calabria, la maggiore delle università calabresi e una delle migliori tra le università italiane di medie dimensioni che vanta attualmente il più grande campus universitario in Italia, adiacente alla struttura universitaria. Essa conta circa 40.000 studenti, provenienti prevalentemente dalla Calabria e da altre regioni meridionali e in percentuale minore anche dall'estero, tuttavia non si trova fisicamente nel capoluogo ma nella sua area urbana a circa 6 km dal centro cittadino, nella frazione Arcavacata del comune di Rende. L'università ha 6 facoltà: Economia, Farmacia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze Politiche. È collegata al centro città tramite la SS 107 (Paola ↔ Cosenza ↔ Crotone) attraverso lo svincolo Arcavacata – Università e l Autostrada A3 ("Napoli ↔ Reggio Calabria") tramite l'uscita Cosenza Nord - Rende in attesa della metropolitana leggera di superficie.È stato raggiunto nel mese di giugno 2008 un importante accordo tra il comune di Cosenza, l'Aterp e l'Unical per le residenze universitarie nel centro storico della città dei Bruzi a partire dall'anno accademico 2008/2009. I primi alloggi disponibili sono stati occupati da 34 studenti nel mese di dicembre 2009 nello storico palazzo Bombini di via Galeazzo da Tarsia, già restaurato dall'Aterp mentre prossimamente ulteriori palazzi saranno pronti ad ospitare altri loro colleghi: Catizone, De Luca, Stancati-Palma, Francini, Leonetti, Piccolo, Cosentini, tutti di proprietà dell'Aterp. La città di Cosenza mira attraverso un rapporto di collaborazione tra le forze pubbliche e private presenti sul territorio a connotarsi sempre di più come città universitaria, contribuendo a migliorare la qualità dei servizi dell'ateneo di Arcavacata di Rende che si conferma nei primissimi posti in Italia (classificazione Censis – La Repubblica) e contribuendo in maniera decisiva al processo d'integrazione tra la zona a nord dell'area urbana in cui sorge l'Università e quella a sud in cui è ubicato il centro storico di Cosenza che a fine anni novanta, inizio duemila rappresentava il cuore pulsante della movida cosentina, una città ancora divisa solo dal punto di vista amministrativo ma ormai unica nella vita quotidiana dei cittadini.

Musei e gallerie 

  • Museo dei Brettii e degli Enotri - ex Museo Civico Archeologico (ubicato nell'ex Convento di Sant'Agostino, quartiere detto della Massa – Centro Storico)
  • Museo delle Rimembranze
  • Museo all'aperto "Bilotti" (MAB)
  • Mostra permanente del Laboratorio di Restauro della Soprintendenza dei Beni Culturali
  • Galleria Nazionale di Cosenza "Palazzo Arnone": la Galleria Nazionale di Cosenza ha sede nell'antico Palazzo Arnone, situato sul colle Triglio, in via G. V. Gravina.Il palazzo, iniziato a costruire agli inizi del XVI secolo da Bartolo Arnone, fu venduto allo stato prima del suo completamento. Fu prima sede del Tribunale e della Regia Udienza, e col tempo assunse la funzione di carcere. Dopo il trasferimento del carcere, ed un periodo di abbandono, iniziarono i lavori per l'adattamento della struttura a sede museale. Vi trova collocazione permanente una pinacoteca, con opere di Pietro Negroni, Mattia Preti, Luca Giordano e altri, ed è sede di varie mostre temporanee di alto profilo.

Cinema

Dal 2007 ogni anno nel capoluogo silano ad aprile si svolge il festival "La Primavera del Cinema Italiano- Premio Federico II", un evento la cui principale connotazione è quella di promuovere il cinema del nostro Paese con particolare attenzione all'incontro diretto con i protagonisti dello spettacolo filmico, le loro proposte, le manie e i miti. La manifestazione si chiude con la cerimonia di consegna del Premio Federico II (statuetta che rappresenta l'ottagono, simbolo della storia della città di Cosenza). A Cosenza nel 1987 è stato girato il film "Uomo contro uomo" girato da Sergio Sollima e piu' recentemente nel 2009 in città e sul Tirreno Cosentino è stato girato il film "Vorrei vederti ballare" interpretato dal cast formato da Alessandro Haber, Gianmarco Tognazzi, Giuliana De Sio, Paola Barale, Chiara Chiti, Adriana Toman, Giulio Forges Davanzati, Franco Castellano[47]. La città dei Bruzi viene citata nei film "Il lupo della Sila" con Amedeo Nazzari, Silvana Mangano e Vittorio Gassman; "Il mio miglior nemico" con Carlo Verdone e Silvio Muccino; "Il 7 e l'8" con Ficarra e Picone; e "Il commissario Lo Gatto" con Lino Banfi e Maurizio Micheli; nel film Baby Sitter - Un maledetto pasticcio con Renato Pozzetto.

Musica

La città dei Bruzi è sede del Conservatorio "Stanislao Giacomantonio" intitolato al compositore cosentino Stanislao Giacomantonio. Il 5 maggio 2011 l'artista Franco Battiato ha inaugurato in Piazza Amendola la "Casa della Musica", un'opera che ha trasformato un'ex istituto scolastico in un bell'auditorium da 400 posti, aperto a tutte le esperienze musicali con grande cura per l'acustica. La struttura è gestita dal Conservatorio “Giacomantonio” che mette a disposizione concerti, didattica, ricerca, proposta musicale di qualità in collaborazione con l'amministrazione comunale. A Cosenza è stata dedicata la serenata "Buonanotte Cosenza" del compositore cosentino Giuseppe Giacomantonio, interpretata, tra gli altri, da Claudio Villa, Luciano Tajoli e Giorgio Consolini; la città viene citata anche nella canzone "La Paranza" di Daniele Silvestri, nella canzone "C'era un Re" di Edoardo Bennato e nella canzone "Da Cosenza a Milano" di Eugenio Bennato.

Cucina

La cucina cosentina semplice e fantasiosa, è caratterizzata da sapori forti e genuini, tipici della tradizione contadina calabrese che sfrutta a pieno tutti i prodotti genuini della terra, ed è legata nel genere alla tradizione culinaria silana. Specialità gastronomica cosentina per eccellenza sono i cuddrurieddri (ciambelle fritte salate preparate per la ricorrenza dell'Immacolata e successivamente in tutto il periodo natalizio) che vanno gustati preferibilmente caldi e accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso locale. Gli antipasti sono caratterizzati essenzialmente da capiccuaddru (capocollo cosentino), prisuttu crudu (prosciutto crudo cosentino), suprissata (soppressata di Calabria), sazizza (salsiccia cosentina), funghi, melanzane, pomodori e olive sott'olio, polpette di carne e di melanzana, frittelle di verdura, formaggi locali e latticini vari.
Tra i primi piatti primeggiano la pasta e patate ara tijeddra, pasta e patate al forno la cui caratteristica è quella di venir cotta a crudo con tutti gli ingredienti (penne a candela, patate, sugo, parmigiano grattugiato, aglio, origano e sale), i fusilli alla cosentina che insieme a diversi tipi di pasta fresca lavorata in casa secondo le vecchie tradizioni vengono conditi con innumerevoli varietà di sughi a base di carne di manzo, vitello, maiale, agnello, cotti con cura in un passato di pomodoro e olio d'oliva e lagane e ciciari ara cusentina (tagliatelle larghe preparate in casa con un impasto di sola acqua e farina, mescolate con ceci che vengono condite con soffritto di aglio, olio e peperoncino). Da provare anche la pasta fresca con funghi della Sila. Altrettanto gustosi i secondi piatti tra i quali spiccano vruacculi i rapa e sazizza (broccoli di rapa fritti con olio di oliva, sale e peperoncino insieme alla salsiccia cosentina), le costolette d'agnello alla cosentina (preparate con olio, cipolla, pomodori, peperoni e le olive verdi), le patate 'mpacchiuse, piatto tipico caratterizzato da patate fritte appiccicate con cipolla, peperoncino a pezzettini e sale (alla ricetta di base si possono aggiungere peperoni oppure pezzi di salsiccia), le mazzacorde alla cosentina preparate con interiora di agnello (trippa, polmone, cuore, milza, budelline, rete) e condite con aglio, peperoncino rosso piccante, pomodori pelati, basilico, origano, olio vergine d'oliva, e sale. Altro secondo piatto in voga anche nel resto della provincia e della regione con alcune varianti è il suffrittu, soffritto di maiale preparato con guanciale fresco ed altra carne di maiale con alta percentuale di grasso, olio d'oliva, foglie di alloro, salsa di pomodoro, aglio, aceto e sale. Rari i piatti a base di pesce, essendo Cosenza una città dalla tradizione culinaria contadino-montanara: tra i primi il piatto più noto sono gli spaghetti con alici e mollica di pane fritta e peperoncino (solitamente preparato come primo piatto del cenone della vigilia di Natale), mentre tra i secondi spiccano il baccalà alla cosentina (con patate, olive nere, peperoni, salsa di pomodoro, alloro, prezzemolo, sale e pepe) e il baccalà fritto. Il pane locale preparato a lievitazione naturale accompagna tutte le pietanze dei cittadini bruzi. I dolci cosentini per antonomasia e prettamente del periodo natalizio sono i turdiddri e le scaliddre (il primo dolce fritto a base di farina, anice e olio, solitamente ricoperto di miele di fichi e di api mescolati, i secondi di glassa di zucchero) ma non bisogna dimenticare le chinuliddre (altro tipo di dolce fritto e ripieno di mostarda o cioccolata del periodo natalizio) e la Pitta 'mpigliata. Corone fritte e Zeppole al forno sono le golosità preparate per la festa del papà (San Giuseppe). Dolci tipici del periodo pasquale sono i "cuculi", i mostaccioli (focacce a base di miele d'api o di fichi, mosto cotto, farina e mandorle, dalle tipiche forme alcune delle quali, come il paniere con fiori, derivanti dalle antiche offerte alle divinità) e le chiacchiere.

Media

Quotidiani

(Edizioni di Cosenza e provincia):

  • Calabria Ora
  • Cosenza Sport
  • Gazzetta del Sud
  • Il Quotidiano della Calabria

TV

  • RAI (Sede regionale-Cosenza)
  • Cam Tele 3
  • Metrosat
  • Tele Cosenza
  • Telestars
  • Telitalia
  • Ten (Tele Europa Network)

Radio

  • Antenna Bruzia
  • Radio Ciroma
  • Radio Cosenza Centrale
  • Radio Cosenza Nord
  • Radio Sound
  • RLB (Radio Libera Bisignano)

Area urbana

L'area urbana cosentina menzionata nel Piano strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020, nel PSU (Piano di Sviluppo Urbano) Cosenza-Rende, nel Progetto Integrato di Sviluppo Urbano (PISU) riferito all'Asse Città, nei documenti regionali relativi alla Programmazione Comunitaria 2007-2013 e in molti altri documenti locali rappresenta una realtà vissuta quotidianamente da migliaia di cittadini (250.000 circa) che si muovono in un ambito territoriale molto più vasto dei confini comunali per motivi di lavoro, di studio, di residenza, tempo libero e attività sociali, ma non costituisce ancora un ente giuridico-amministrativo unitario. Essa è il risultato di un graduale processo di conurbazione iniziato negli anni sessanta che ha dato origine all'attuale città policentrica che si estende senza soluzione di continuità (un continuum urbano di edifici, piazze, infrastrutture, residenze e servizi accessori) nei comuni di Cosenza-Rende rispettivamente capoluogo di provincia e sede dell'Università della Calabria (primo ateneo calabrese per nascita, prestigio e numero di iscritti), che ne costituiscono il nucleo centrale per densità abitativa, storia, cultura, qualità urbanistica e dinamismo economico e negli altri comuni dell'hinterland cosentino che sono legati al cuore dell'area urbana da un elevato grado di interdipendenza. Negli ultimi anni al concetto di area urbana si è affiancato anche quello di comune unico come ultimo stadio del processo, una fusione che darebbe vita ad una vasta area metropolitana.

Infrastrutture e trasporti

Strade

area urbana cosentina per quanto riguarda mobilità e trasporti rappresenta uno dei principali nodi del trasporto calabrese: infatti nell'area convergono l'Autostrada A3, la SS 107, la Strada statale 19 delle Calabrie, la S.S. 19 bis e due linee ferroviarie. Queste arterie di rilevanza regionale e nazionale determinano un consistente traffico di attraversamento sulla direttrice Tirreno-Ionio che si sovrappone al flusso locale della conurbazione cosentina. Sono in corso anche i lavori di costruzione della superstrada Cosenza - Sibari.
Le Principali arterie che attraversano Cosenza sono:

  • E45 ("Karesuando ↔ Gela")
  • Autostrada A3 ("Napoli ↔ Reggio Calabria") tramite gli svincoli Cosenza Nord - Rende, Cosenza e i futuri svincoli Cosenza Sud e Settimo. Questo tratto di A3 compresi gli svincoli di Rogliano a sud del capoluogo e quello di Montalto Uffugo a nord fungerà da tangenziale ovest dell'area urbana cosentina.
  • E846 o SS 107 (Paola ↔ Cosenza ↔ Crotone)
  • Strada statale 19 delle Calabrie (Battipaglia ↔ Cosenza ↔ Catanzaro)

Ferrovie

  • Stazione Vaglio Lise, piazza Sila (Ferrovie dello Stato e Ferrovie della Calabria)
  • Stazione Centro, piazza Matteotti (Ferrovie della Calabria)
  • Stazione Cosenza Campanella (Ferrovie della Calabria)
  • Stazione Cosenza Monaco (Ferrovie della Calabria)
  • Stazione di Castiglione Cosentino (Ferrovie dello Stato)

 Aeroporti

Il più vicino aeroporto è quello di Lamezia Terme. Dista da Cosenza circa 65 km ed è ben collegato grazie alla Autostrada A3.
Attualmente è in fase di progettazione l'aeroporto di Cosenza, sorgerà a Sibari e oltre a soddisfare le esigenze del bacino dello Jonio Cosentino, sarà facilmente raggiungibile anche dall'area urbana di Cosenza.

Mobilità urbana

trasporto urbano cosentino si basa sulla rete Binbus, nata con la convenzione firmata da Amaco, Consorzio Autolinee, Ferrovie della Calabria, Ferloc e Sai e consistente in un sistema di integrazione tariffaria in funzione delle esigenze dei cittadini residenti in città ma anche dei viaggiatori che quotidianamente giungono a Cosenza dalla provincia in treno o in autobus e che poi hanno bisogno di spostarsi nell'area urbana. Sostanzialmente il Binbus permette di utilizzare un unico biglietto a tempo, che può essere usato su tutti i mezzi delle aziende su citate all'interno dell'area urbana (denominata Zona Gialla) all'interno dei comuni di Cosenza, Rende, Castrolibero, Montalto Uffugo, Mendicino e Rovito e i comuni di Castrovillari e Trebisacce per la zona extraurbana coperta dalle aziende Ferloc e Sai. Il sistema soddisfa le esigenze di mobilità di circa 250.000 persone.

 

Fonte wikipedia.it

Ultime Aziende inserite

Questo sito utilizza i cookies per garantirti una navigazione ottimale. I cookies sono necessari per usufruire di tutti i servizi offerti e a fini statistici. Proseguendo con la navigazione, accetti l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni e/o per modificare le impostazioni di utilizzo dei cookies, clicca su Cookies policy