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Calabria

Inserito nella categoria: Storia

Una terra accogliente, ricca di vegetazione, il mare, i paesaggi invernali e autunnali; i cibi tradizionali. Calabria una terra da scoprire...

La Calabria, regione dell'Italia Meridionale, costituisce la punta dello stivale del nostro Paese. Le sue coste sono lambite ad ovest dal mar Tirreno, ad est dal mar Ionio, a nord-est dal golfo di Taranto e a sud-ovest è separata dalla Sicilia dallo Stretto di Messina, la cui distanza minima tra Capo Peloro in Sicilia e Punta Pezzo in Calabria è di soli 3,2 km, dovuta al legame geologico presente in profondità tra il massiccio dell'Aspromonte e la catena dei Peloritani.

Clima

Il clima calabrese è generalmente di tipo mediterraneo. Il litorale ionico è più secco e arido di quello tirrenico che si presenta con un clima più mite. Le temperature in genere lungo le coste non scendono mai sotto i 10 gradi e non salgono mai sopra i 40 °C, con punte di 42-44 °C nei mesi estivi. Lungo gli Appennini e nelle zone interne, dal Pollino,alla Sila fino all'Aspromonte, il clima è montano appenninico (continentale freddo) con inverni freddi e nevosi, l'estate è tiepida e non mancano temporali. Da segnalare l'interessante escursione termica giornaliera, in inverno, nella valle del Crati, dove anche a quote di pianura possono verificarsi abbondanti nevicate.

Vegetazione

Le differenti condizioni climatiche della regione favoriscono anche una diversa vegetazione da zona a zona. Dal livello del mare fino ai 600 metri (piano mediterraneo) predomina la macchia mediterranea con ulivi, lecci e altre piante tipiche del clima mediterraneo. Dai 700 metri fino ai 1000 metri (piano della bassa montagna appenninica), invece, cresce una vegetazione di transizione: castagni e altre querce hanno la loro dominanza. Dai 1000 metri in su (piano montano) dominano le specie tipiche del clima di montagna, composte da faggio, abete bianco, dai pini e dai larici. Sulle Serre calabresi il piano montano inizia, in alcuni punti, anche a 800 metri. Come non citare il famoso "pino loricato" (Pinus heldreichii), simbolo indiscusso del Parco Nazionale del Pollino. Questa antica reliquia vive solo sul Pollino, mentre fuori dal territorio italiano lo si trova sui Balcani.

Storia

Preistoria

Le prime tracce della presenza dell'uomo in Calabria risalgono al Paleolitico come ne testimoniano i ritrovamenti nelle grotte di Scalea e il graffito del Bos primigenius della Grotta del Romito a Papasidero, una figura di bovide incisa nella roccia 12.000 anni fa. Durante l'era dei metalli giunsero nuove popolazioni, uno degli insediamenti più importanti risalente a quel periodo è il complesso di Torre Galli nei pressi di Vibo Valentia, inoltre, nei pressi di Roccella Jonica, sul finire degli anni sessanta, furono condotti degli scavi che riportarono alla luce una necropoli risalente all'età del ferro.

Mitologia

Secondo il mito più antico, Aschenez, pronipote di Noè, mercante semita ed inventore della barca a remi, giunse tre generazioni dopo il diluvio universale sulle sponde dove fu fondata Reggio. Ciò è testimoniato dalle informazioni riportate successivamente da Giuseppe Flavio e da San Girolamo.
Più tardi, secondo il mito greco, circa 850 anni prima della guerra di Troia, vi sarebbero dunque giunti Enotrio e Paucezio, di stirpe enotria e pelasgica, originari della Siria che, trovando il suolo molto fertile, chiamarono la regione "Ausonia" in ricordo dell'"Ausonide", fertile zona della Siria.
Secondo la leggenda Enotrio avrebbe regnato per 71 anni e alla sua morte gli sarebbe succeduto il figlio Italo ("uomo forte e savio" secondo quanto narra Dionigi di Alicarnasso) che regnò su una popolazione "Italòi" che occupavano la penisola nella zona situata a sud dell'Istmo di Catanzaro, che oggi sono la province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, dalla quale l'Ausonia avrebbe preso il nuovo nome di "Italia", come riportano Tucidide ("quella regione fu chiamata Italia da Italo, re arcade") e Virgilio (Eneide, III). Sappiamo comunque da Dionigi di Alicarnasso (1 11,2-4; 12,1) e Diodoro Siculo che gli "Ausoni" (abitanti dell'Ausonia) erano stanziati nella zona di Reggio già intorno al XVI secolo a.C.

Periodo italico

Tali popolazioni dunque (Itali-Ausoni-Enotri, di probabile origine indoeuropea, Italici appartenenti al gruppo latino-falisco), avrebbero abitato prevalentemente le zone costiere. I Lucani (Italici indoeuropei, appartenenti al gruppo osco-umbro), abitavano nella regione che da essi prese il nome di "Lucania", a nord della Calabria. L'entroterra della Calabria (chiamato in seguito dai Romani "Bruttium"), fu abitato principalmente dai Bruzi (di temperamento bellicoso, chiamati Brutti o Bretti, strettamente imparentati coi Lucani) oltre che da genti di origine iberica. Il centro nevralgico di questo popolo era Consentia, l'attuale Cosenza, la quale venne eletta dalle tribù dei Bruzi, dopo essersi coalizzate in una lega, "capitale" della regione. Fu occupata dai Romani assieme al resto della Magna Grecia nel 265 a.C., ma durante la seconda guerra punica si ribellò a Roma per allearsi con Annibale, per poi ritornare sotto il saldo controllo della repubblica romana dopo la sconfitta del condottiero cartaginese.

Periodo greco

Di fondamentale importanza è lo sbarco dei Greci sulle coste calabresi, i quali strapparono le terre ai Lucani (costretti a rifugiarsi nell'entroterra e nella parte settentrionale della Calabria), e si mescolarono con gli altri popoli autoctoni, dando vita ad una cultura meticcia, greco-italica, estremamente florida nei secoli successivi. I Greci fondarono fiorenti colonie, così magnificenti da guadagnarsi l'appellativo di Magna Grecia (Grande Grecia), così importanti da superare, in alcuni casi, la stessa madrepatria.
Tra l'VIII ed il IV secolo a.C. infatti fiorivano su tutta la costa numerose ed importanti città della Magna Grecia, come Rhegion, Kroton, Locri Epizephyrii, Metauros e Sybaris, e numerose sub-colonie fondate dalle colonie stesse quali: Kaulon, Hipponion, Medma, Terina e Scolacium.
La gloriosa storia delle poleis magnogreche vide primeggiare politicamente ed economicamente le città di Reggio come padrona dello Stretto di Messina e della Calabria meridionale, di Locri Epizefiri nella parte centrale della regione, e di Crotone in quella settentrionale, in una storia fatta di alterne alleanze e conflitti interni tra le tre potenze della regione.
Successivamente con la pressione delle popolazioni italiche dei Bruzi e dei Lucani (che conquistarono anche la gran parte poleis greche), e con l'avvento di Roma, la Magna Grecia iniziò il suo declino, dovuto anche ad una continua lotta per il predominio tra le poleis.

Periodo romano

Dopo la conquista da parte dei Romani, nel III secolo a.C., i territori assunsero la denominazione di "Brutium" ma, a parte alcune città alleate, dunque non sottomesse all'autorità di Roma, gran parte della regione non fu in grado di ritrovare la prosperità di un tempo. Le poleis magnogreche erano quindi destinate a perdere il proprio potere in favore di un'alleanza (come nel caso di Reggio) o di una colonizzazione romana (nel caso di Locri Epizefiri, Crotone e delle altre città minori). Unica roccaforte della lingua e cultura greca rimaneva infatti Reggio (tra l'altro sede del Corrector, governatore della Regio III Lucania et Bruttii), che attraverso la Via Popilia collegava il suo porto con Roma; città abitate dai Bruttii erano le colonie di Cosenza, Vibo Valentia, Locri, Crotone e Sibari.

Medioevo

Con la caduta dell'Impero, la Calabria fu devastata dalle guerre gotiche, tra goti e bizantini, i quali ebbero la meglio. Successivamente a causa dell'invasione longobarda i bizantini persero gran parte dell'Italia compresa anche parte della Calabria settentrionale, i territori rimasti del Bruzio furono aggregati con le terre possedute nel Salento, formando il ducato di Calabria compreso nel thema di Sicilia.
Successivamente il dominio bizantino in Italia meridionale fu diviso in: thema di Langobardia, con capitale Bari, e, una volta caduta la Sicilia in mano agli arabi, in thema di Calabria, con capitale Reggio. Quest'ultimo territorio aveva dunque ereditato il nome Calabria, precedentemente usato per designare la penisola salentina; con l'estendersi delle conquisti bizantine fu organizzato anche il thema di Lucania che comprendeva parte dell'odierna Calabria settentrionale.
Durante l'alto medioevo gli abitanti furono spinti verso l'interno della regione sia dalle pestilenze che dalle incursioni piratesche, una vera minaccia per gli insediamenti costieri, continuata fino alla fine del XVIII secolo. Numerose furono infatti le fortificazioni collinari e montuose nell'entroterra calabrese, costituita da villaggi arroccati in posizione sufficientemente arretrata e inaccessibile da poter avvistare in tempo le navi nemiche e sbarrare prontamente le vie d'accesso ai centri abitati.
Nel IX e X secolo la Calabria, fu terra di confine tra i Bizantini e gli Arabi insediatisi in Sicilia, che si contesero a lungo la penisola, soggetta a razzie e schermaglie, spopolata e demoralizzata, ma con gli importanti monasteri bizantini, vere e proprie roccaforti della cultura.

Le corti normanne

Alla lunga contesa arabo-bizantina mette fine però la famiglia normanna degli Altavilla. L'anno 1061 sancisce infatti che la Calabria è dei Normanni, suddivisa tra Roberto il Guiscardo, Duca di Calabria, e Ruggero, Conte di Calabria. Il governo così organizzato fu messo in atto dai locali magnati bizantini. Il dominio viene esteso alle Puglie e da questo momento ha termine ogni pertinenza bizantina.

  • Roberto conferma in Reggio la capitale del Ducato di Puglia e di Calabria e sede del giustizierato di Calabria, nominandosi egli stesso Duca;
  • In questo periodo Cosenza divenne capitale e sede del giustizierato Val di Crati e Terra Giordana e residenza di Ruggero II, Duca di Calabria che iniziò la costruzione del Castello sui ruderi di una fortezza saracena.
  • Ruggero è invece Conte di Calabria, vassallo del fratello Roberto, con sede a Mileto.

Roberto il Guiscardo fu investito Duca di Puglia, Calabria e Sicilia il 23 agosto 1059 da papa Niccolò II con la formula: per Grazia di Dio e di San Pietro duca di Puglia e Calabria e, se ancora mi assisteranno, futuro Signore della Sicilia.
È di questo periodo la diffusione del sistema feudale. Nel 1443 Alfonso il Magnanimo d'Aragona conquistando i territori degli Angioini assegnò il territorio di Reggio a Catanzaro, poiché Reggio aveva appoggiato il suo avversario Renato d'Angiò. Ma una ventina di anni dopo nel 1465 Ferdinando I di Aragona (Ferrante) riassegnò il titolo di capoluogo a Reggio. Il periodo aragonese consacrò Cosenza la più importante città del reame nel campo del diritto(1494-1557). Dopo Napoli diventa la seconda città ad avere una cartografia e nel 1511 nasce l'Accademia Cosentina fondata da Aulo Giano Parrasio e portata al suo massimo splendore da Bernardino Telesio, il più grande dei cosentini illustri, definito da Bacone il primo degli uomini nuovi
Nel XVI secolo in Calabria fu confermata la divisione nelle due province di Calabria Citeriore (o Citra) e Calabria Ulteriore (o Ultra) governate inizialmente da un solo magistrato, poi dal 1582 le due province furono amministrate da due distinti governatori:

  • uno a Cosenza per la Calabria Citeriore: il capoluogo nel XVI secolo attraversò un impressionante fioritura umanistica e segnò una rinascita intellettuale, tanto che venne definita Atene della Calabria;
  • uno a Reggio per 11 anni dal 1582 al 1593, poi a Catanzaro per oltre 220 anni dal 1593 al 1816 per la Calabria Ulteriore[6]. Per un breve periodo fu capoluogo della provincia anche Monteleone.

Era moderna

Nel 1098, Papa Urbano II investì Ruggero del ruolo di nunzio apostolico e gli Altavilla con la loro dinastia divennero precursori del Regno di Napoli o Regno delle due Sicilie che dominò la Calabria fino all'unità d'Italia. Lo stesso Regno di Napoli subì diverse dominazioni: le dinastie degli Asburgo, di Spagna e d'Austria, la dinastia francese dei Borbone, e per un breve periodo il generale di Napoleone, Gioacchino Murat, che fu giustiziato nella cittadina di Pizzo.

Garibaldi ferito in Aspromonte

L'Aspromonte, regione montana nel sud della Calabria, in provincia di Reggio, fu scenario di una famosa battaglia del Risorgimento, in cui Giuseppe Garibaldi rimase ferito. È tuttora possibile ammirare l'albero cavo in cui secondo la tradizione Garibaldi si sedette per essere curato, nei pressi di Gambarie, vicino a Reggio. In questo periodo anche a Cosenza si manifestarono movimenti liberali e patriottici, il più noto è quello del 15 marzo 1844 che si concluse con uno scontro a fuoco nel Largo dell'Intendenza tra i soldati borbonici e 21 patrioti poi condannati a morte, e dei quali ne furono giustiziati soltanto sei. Da questa rivolta presero spunto i Fratelli Bandiera, veneziani che vennero in soccorso ai fratelli calabresi e vennero fucilati presso il Vallone di Rovito insieme ad altri 7 ufficiali il 25 luglio 1844. In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d'indipendenza fino all'impresa dei Mille. Garibaldi fu a Cosenza il 31 agosto del 1860; due mesi dopo, un plebiscito sanzionò l'annessione al Regno d'Italia.

Istruzione

Università statali:

  • Università della Calabria (UNICAL) (1972), a Rende
  • Università degli Studi "Magna Græcia" (UNICZ) (1998), di Catanzaro
  • Università degli Studi "Mediterranea" (UNIRC) (1968), di Reggio Calabria
  • Università per Stranieri "Dante Alighieri" (UNISTRADA) (1984), di Reggio Calabria

Università telematiche:

  • Università telematica Calabria Uni.Tel.Cal. (UniTelCal), di Catanzaro

Istituti artistici di livello universitario:

  • Accademia di Belle Arti di Catanzaro (1970)
  • Accademia di Belle Arti "Fidia" di Vibo Valentia
  • Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria (1968)
  • Conservatorio "Fausto Torrefranca" di Vibo Valentia con sede distaccata di Catanzaro
  • Conservatorio di Musica "Stanislao Giacomantonio", di Cosenza
  • Conservatorio di Musica "P.I.Tchaikovsky", di Nocera Terinese
  • Conservatorio di Musica "Francesco Cilea" (1927), di Reggio Calabria

Istituti di alta formazione artistica riconosciuti ex lege 508/99:

  • Accademia internazionale dell'arte (2006) di Catanzaro
  • Politecnico Internazionale Scientia et Ars Politecnico Universitario Internazionale "Scientia et Ars" di Vibo Valentia

Istituti di formazione religiosa di livello universitario:

  • Pontificio Seminario Regionale "S. Pio X" (1912), a Catanzaro
  • Università Teologica Calabra, a Catanzaro
  • Seminario Arcivescovile "Pio XI" (1565) a Reggio Calabria
  • Istituto superiore di scienze religiose "Monsignor Vincenzo Zoccali" (ISSR) (1975), a Reggio Calabria

Istituti di ricerca:

  • Istituto di ricerca regionale educativa, di Catanzaro

Musica

Nel panorama della musica sinfonica e operistica grande ruolo ricoprono tra gli artisti calabresi i due nomi di Francesco Cilea (autore tra le altre dell'Adriana Lecouvreur) e Nicola Antonio Manfroce.
Nel panorama moderno e contemporaneo vi sono diversi artisti calabresi che hanno legato il proprio nome alla tradizione cantautorale italiana, quali Mino Reitano, Mia Martini e la sorella Loredana Bertè, Rino Gaetano e Sergio Cammariere; mentre nella musica rock hanno avuto riscontro anche internazionale le formazioni dei JetLag (autori di un ricercato Jazz rock di matrice progressive) e Il Parto delle Nuvole Pesanti (creatori di un genere definibile "rock calabrese").


La Calabria inoltre vanta una lunga tradizione popolare legata alle diverse sfaccettature della sua cultura, direttamente legata alle molteplici popolazioni che su questa terra hanno lasciato traccia, queste tradizioni sono state portate alla ribalta dai Re Niliu negli anni ottanta, mentre oggi dai QuartAumentata dai Mattanza dai Kalamu e dai Totarella.
A partire dalla fine degli anni settanta si cominciò a incidere anche la musica folkloristica calabrese, genere spesso intriso della satira tipica dei diversi artisti, prevalentemente sotto l'etichetta Elca Sound, che hanno portato il folk calabro in giro per il mondo, tra cui per citarne alcuni: Otello Profazio, i Calabruzi e Micu u pulici.

Turismo

La principale risorsa turistica calabrese è il mare, con una lunghissima costa affacciata su tre mari (Tirreno, Ionio e Stretto di Messina), una particolare ricchezza della fauna ittica, in un paesaggio che alterna spiagge e scogliere. Lo scarso sviluppo industriale e l'assenza di grandi città sulla gran parte del territorio ha permesso di preservare per lungo tempo il mare incontaminato, e la Calabria è tuttora considerata un paradiso naturalistico.

Il poeta Gabriele d'Annunzio chiamò il lungomare di Reggio Calabria "il più bel chilometro d'Italia", favorita dalla presenza sul territorio di numerosi siti archeologici (Reggio, Locri, Taureana, Crotone, Sibari e Scolacium solo per citarne alcuni) e di bellezze naturali che suscitano l'interesse dei visitatori.
Oltre alle ben conosciute mete turistiche e rinomate località costiere come Tropea, Capo Vaticano, Reggio, Soverato, Scilla, Scalea, Sellia Marina, Montepaone, Montauro, Copanello, Palmi, Diamante, Amantea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo, Roseto Capo Spulico, Corigliano Calabro o le gettonate riviere con le loro Bandiere Blu come Cirò Marina, Roccella Ionica e Scilla], anche l'entroterra calabrese è ricco di storia, di tradizioni, ma anche e soprattutto di arte e cultura; tra le città culturali più importanti spicca Cosenza che dal 2008 è stata riconosciuta "città d'arte" dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città nota come l'"Atene della Calabria". Fortezze, chiese, necropoli, boschi e bacini naturalistici sono elementi caratterizzanti le aree interne delle province di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.

Il turismo montano si sviluppa soprattutto nella Sila e sull'Aspromonte, dichiarati Parchi Nazionali, che dispongono di infrastrutture per gli sport invernali, soprattutto nei centri di Camigliatello, Lorica e Gambarie

Monumenti nazionali

La Calabria è sede di alcuni tra i monumenti nazionali italiani. Questa è la lista completa:

  • Castello Aragonese di Reggio Calabria
  • Certosa di Serra San Bruno
  • Cappella Barocca del SS Sacramento e Basilica Cattedrale Metropolitana di Maria Santissima Assunta in Cielo (Duomo di Reggio Calabria)
  • Castello di Palizzi
  • Villa Comunale di Palmi
  • Casa della Cultura "Leonida Repaci" di Palmi
  • Santuario del Carmine di Palmi
  • Mausoleo a Francesco Cilea - Palmi
  • Fontana delle Palme - Piazza Amendola - Palmi
  • Cattedrale dell'Assunta di Gerace
  • Fontana degli Specchi di Villa Caristo di Stignano
  • La Cattolica (Katholiké) di Stilo
  • Altare maggiore nella chiesa di San Giovanni Battista di Soveria Mannelli
  • Resti dell'Abbazia di Santa Maria di Corazzo a Castagna
  • Chiesa di San Bernardino da Siena ad Amantea
  • Casa natale di Michele Bianchi a Belmonte Calabro
  • Castello aragonese di Belvedere Marittimo
  • Chiesa matrice dell'Annunziata, chiesa di Sant'Antonio abate di San Fili
  • Castello di Oriolo
  • Ponte romano di Scigliano
  • Tempio di Era Lacinia a Crotone
  • Castello angioino-aragonese, chiesa di San Giorgio di Pizzo
  • Villa Comunale di Cittanova
  • Chiesa di San Michele, Vibo Valentia, sec. XVI
  • Palazzo Romei sec XV-XVI, Vibo Valentia
  • Chiesa di Santa Ruba, sec. XI San Gregorio d'Ippona(VV)
  • Castello federiciano Rocca Imperiale

Aree archeologiche

Le molteplici dominazioni in Calabria hanno fatto sì che la Calabria sia piena di luoghi d'interesse archeologico. Questa è una breve lista delle aree archeologiche divise per provincia:

  • Provincia di Catanzaro:
    • Scolacium, situato in località Roccelletta di Borgia, confinante col quartiere Lido del comune di Catanzaro: Parco archeologico Scolacium;
    • scavi di Terina, nei pressi del quartiere S. Eufemia Vetere del comune di Lamezia Terme;
  • Provincia di Cosenza:
    • scavi delle antiche città di Thurii e Sibari;
    • scavi di Laos, nei pressi di Santa Maria del Cedro;
    • Grotta del Romito a Papasidero: caverna preistorica con incisioni risalenti al paleolitico superiore.
    • Blanda antica città rupestre, cui restano alcuni ruderi e testimonianze del luogo, alle porte di Tortora
  • Provincia di Crotone:
    • Kroton, oggi Crotone: Capo Colonna (Tempio di Hera Lacinia) ed il parco archeologico circostante ed il museo archeologico nazionale presso il parco dove è conservato un preziosissimo diadema d'oro dedicato alla dea Hera.
    • scavi dell'antica città di Krimisa, nei pressi di Cirò Marina;
  • Provincia di Reggio Calabria:
    • Rhegion oggi Reggio: parco archeologico Griso-LaBoccetta con resti di templi arcaici, mura greche sul lungomare Falcomatà, mura greche sulla collina del Trabocchetto, mura greche sulla collina degli angeli, agorà/foro in piazza Italia, varie necropoli ellenistiche tra Santa Caterina e San Giorgio Extra, resti dell'Odéon di Reggio in via XXIV maggio, tomba ellenistica di via Tripepi, resti di un Athenaion sotto un bar del lungomare Falcomatà, resti di un grande impianto termale d'epoca romana sul lungomare Falcomatà;
    • Locri Epizefiri, a sud dell'odierna Locri: tempio ionico in contrada Marasà, abitato in Centocamere, tempio di Zeus, Santuario di Persefone in contrada Mannella, necropoli in contrada Lucifero, necropoli in contrada Parapezza, necropoli in Contrada Faraone, Teatro greco in contrada Pirettina;
    • Kaulon, nei pressi di Monasterace marina: base di un tempio dorico ai piedi del promontorio Cocinto vicino al mare;
    • scavi di Medma, presso Rosarno;
    • scavi di Taurianum, presso Taureana di Palmi;
    • scavi di una villa romana in contrada Palazzi a Casignana;
    • scavi di una villa romana Il Naniglio a Gioiosa Ionica
    • scavi di un teatro greco a Marina di Gioiosa Ionica
  • Provincia di Vibo Valentia:
    • Hipponion, oggi Vibo Valentia: mura della città greca in due tratti, resti di un tempio dorico sul colle del telegrafo, resti di un tempio ionico sull'altura del Cofino, resti di un tempio dorico presso la Cava Cordopatri, resti di abitato romano in via XXV aprile e di un impianto termale nella contigua località Sant'Aloe;
    • altri scavi in provincia: resti di una villa romana a 4 km ovest dell'area aeroportuale militare, tracce di una villa romana in località Trainiti, presso Briatico; Altri minnumerevoli insediamenti in particolar modo di età romana sono stati localizzati in tutta la provincia ma sono tuttora da scavare.

Le cinque province calabresi

La regione è divisa in cinque province:

  • Catanzaro (15,9% km²)
    • Categoria: Comuni della provincia di Catanzaro (80)
  • Cosenza (44,1% km²)
    • Categoria: Comuni della provincia di Cosenza (155)
  • Crotone (11,4% km², dal 1992)
    • Categoria: Comuni della provincia di Crotone (27)
  • Reggio Calabria (21,1% km²)
    • Categoria: Comuni della provincia di Reggio Calabria (97)
  • Vibo Valentia (7,6% km², dal 1992)
    • Categoria: Comuni della provincia di Vibo Valentia (50)

 Fonte da Wikipedia.it

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